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corpinaturali come salvarsi dalla chimica, ovvero la battaglia per la riconoscibilità in Italia di alcune patologie definite a torto rare.
diritti
28 novembre 2007
Colpiti dalla Chimica

Questo post intende promuovere le confidenze dei malati di MCS, diventando un luogo dove tutte le persone con sensibilità chimica multipla potranno segnalarsi attraverso Forum o col permalink, nella sezione "commenti", scrivendo il proprio nome e cognome a cui far seguire la frase: "colpito dalla chimica".
Corpinaturali collabora da oggi con l'associazione dei consumatori SOS UTENTI che ha lanciato la campagna nazionale "NO MCS". 

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consumi
29 novembre 2005
Itx anche nei succhi, in panna e latte Uht

Presentato un esposto a procure di Bologna, Milano, Parma, Verona e ai Nas

Altroconsumo denuncia: ''Itx anche in succhi, panna e latte Uht''

Le analisi condotte dall'Associazione indipendente consumatori hanno riscontrato la presenza della sostanza chimica in 9 prodotti su 25 confezionati in Tetra Pak

Roma, 29 nov. - (Ign) - ITX non solo nel latte per l'infanzia ma anche in succhi di frutta, panna e latte a lunga conservazione. Dopo i sequestri del latte per l'infanzia Nestlè e Milupa, tracce della sostanza chimica 'incriminata' sono state trovate in altri prodotti confezionati in Tetra Pak. E' la denuncia dell'Associazione indipendente di consumatori Altroconsumo, al termine delle analisi di laboratorio condotte su alcuni prodotti confezionati in Tetra Pak.

''Altroconsumo ha riscontrato infatti in 9 campioni su 25 - denuncia l'Associazione di consumatori - di prodotti come succhi di frutta, latte UHT, panna da cucina confezionati in Tetra Pak la contaminazione di ITX, l’Isopropil Tioxantone, già riscontrato nelle confezioni di latte liquido per bambini''.

Altroconsumo ha presentato oggi un esposto alle procure di Bologna, Milano, Parma, Verona, ai NAS, al procuratore aggiunto Raffaele Guariniello e alla procura di Ascoli Piceno che sta conducendo l'inchiesta avviata con il riscontro dell’ITX nel latte liquido artificiale Nestlè e Milupa. L'associazione dei consumatori chiede, quindi, l'immediato ritiro dal mercato dei prodotti risultati positivi ai test, la cui lista è disponibile sul sito Internet dell'Associazione (www.altroconsumo.it).

''I risultati di queste analisi, purtroppo, - afferma Altroconsumo - contraddicono le informazioni rassicuranti diffuse dal ministero della Salute, secondo il quale da primi riscontri dell’Istituto superiore di sanità la sostanza non sarebbe stata trovata in altri prodotti alimentari''. Il presidente dell'Associazione Paolo Martinello chiede ''non solo l’immediato ritiro dal mercato dei lotti di riferimento dei prodotti confezionati in Tetra Pak positivi alle analisi'' ma soprattutto ''risposte alle istituzioni europee e italiane'': ''I consumatori di tutta Europa devono sapere - dice Martinello - cosa hanno ingerito sinora: dunque è necessario conoscere quali siano gli effetti tossicologici definitivi della sostanza chimica ITX''.
Fonte: Interfree.it




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SOCIETA'
18 novembre 2005
L'uso di fosforo a Falluja
Falluja, Berselli: ''Governo all'oscuro dell'uso di fosforo''
Il sottosegretario alla Difesa: ''Immagini sconvolgenti e raccapriccianti, doverosa la ricerca della verità''
Roma, 17 nov. (Adnkronos/Ign) - ''Il governo non ha ricevuto nessuna notizia né dal comando alleato né da altri sull'uso del fosforo'' a Falluja e non ha ''avuto alcun riscontro diretto''. ''Si esclude quindi la possibilità che il governo abbia avuto diretta conoscenza dei fatti''. Lo ha detto il sottosegretario alla Difesa, Filippo Berselli, rispondendo in aula alla Camera alle interpellanze urgenti presentate da tutti i gruppi dell'Unione sull'uso di fosforo bianco da parte degli Usa in Iraq.
Berselli ha spiegato che al di là delle inchieste giornalistiche ''non abbiamo elementi per valutare l'attendibilità''. Certo però, ha ammesso l'esponente di An, ''le immagini sono sconvolgenti e raccapriccianti'' ed è ''doverosa la ricerca della verità''. Berselli ha assicurato che se dovessero emergere elementi sull'uso del fosforo bianco contro la popolazione civile, ''non avremmo esitazione a condannare'' queste azioni, ma nello stesso tempo ha detto no alle ''strumentalizzazioni'' basate su fatti non accertati.Il sottosegretario ha poi spiegato che il fosforo bianco ''non è il napalm'', ed è ''sbagliato'' sostenere che gli Usa lo abbiano usato al di fuori delle circostanze in cui è permesso. Infatti, il fosforo bianco ''non è fuorilegge'' quando viene utilizzato per illuminare o creare cortine fumogene. Il sottosegretario, citando la convenzione di Parigi del 1993 contro le armi chimiche, ha anche ricordato che il fosforo bianco ''non è compreso nell'elenco delle sostanze vietate''. ''Dare giudizi'' sull'uso che ne hanno fatto gli americani ''non ci compete'', ha sottolineato ancora. ''Sono gli americani titolati a rispondere - ha detto - non noi''.
"Il contingente nazionale in Iraq non è in possesso di alcun tipo di munizionamento al fosforo tale da produrre effetti inquinanti durevoli sull'ambiente e conseguenze sulle persone" ha inoltre precisato. Ai reparti sono in dotazione ''bombe illuminanti per mortaio e proiettili nebbiogeni che contengono fosforo'' che però hanno come ''esclusiva destinazione l'illuminazione o l'annebbiamento dell'ambiente operativo di riferimento". Berselli ha assicurato che "la loro utilizzazione non comporta residui tossici fisici e non occorre poi effettuare una bonifica di area, tenuto conto che gli effetti si esauriscono in breve tempo con la conclusione della combustione". Il sottosegretario ha infine ribadito che l'Italia ''non ha partecipato al conflitto in Iraq'' e che l'azione del contingente italiano ''è pienamente conforme alle norme del diritto internazionale umanitario''.

Da Interfree.it, Focus



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DIARI
24 ottobre 2005
INQUINAMENTO GLOBALE
Ed ecco i "paesaggi inquinati" segnalati da SCIFREE...



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diritti
24 ottobre 2005
COME AIUTARE LA CAMPAGNA DETOX DEL WWF

Aderisci alla campagna del WWF contro l'inquinamento
ambientale, firmando la petizione!



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SOCIETA'
4 ottobre 2005
QUELLO CHE I MEDIA NON DICONO... POVERA STAMPA!

Ed ecco qualcosa di molto inquietante più della stessa MCS.  Il documento in pdf, ad opera dei Medici del Lavoro italiani (SIMLII), rivela la scabrosa posizione degli stessi nei confronti dei malati di MCS, di coloro cioè che sono stati FOTTUTI dalla chimica considerando che tra i responsabili della patologia non mancano pesticidi, quali DDT, detersivi, amalgama, benzene, lacche, ecc., ecc. in un quadro di ritorno sempre più simile alla PESTE. La materia è scottante e il SIMLII corre ai ripari. Cosa dovrebbe fare sennò uno Stato? Remunerare tutti i malati per i danni loro inflitti? E, intanto, la piaga sociale nessuno la vede? I Signori Medici del Lavoro italiani tendono di risolvere lo scottante problema collocando più verisimilmente coloro che sono affetti da Sensibilità Chimica Multipla tra i soggetti psichiatrici, ritenendoli tout-court malati psichiatrici, ovvero PAZZI (complimenti SIMLII!).
Altro che vaccini contro l'influenza aviaria! Vaccini, oltretutto, sui quali è meglio stendere un pietoso velo, diversamente occorrerebbe scavare nei meandri del business incontrollato - e chi può farlo? - che viene perpetrato a danno di poveri uomini, pardon dei "polli" come noi. E' evidente che si gioca in modo sporco sulla salute dei più... Questo episodio ne è la testimonianza palese, e proprio nel momento in cui l'associazione "Amica" e gli stessi malati si battono per il riconoscimento della patologia, e per la cura della medesima (i malati di MCS non possono essere ricoverati in comuni ospedali!), in una Italia sempre più immersa nel cancro chimico.
Segue la lettera aperta di Donatella Stocchi  e la "Nota di dissenso" prodotta dal Prof. MAGNAVITA della Cattolica di Roma per l'associazione A.M.I.C.A (www.infoamica.org).
Corpinaturali - martedì 4 ottobre 2005

Lettera Aperta di DONATELLA STOCCHI, ex presidente di A.M.I.C.A

La mia lettera personale di dissenso per la posizione SIMLII nei
confronti della MCS, che sarà discussa a Parma 5-8 2005.
Donatella Stocchi

Ferrara 30 Settembre 2005

All’attenzione della Spett. Soc. di Medicina del Lavoro e Igiene
Industriale
Dipart. di Medicina Interna e Medicina Pubblica
Sezione di
Medicina del Lavoro
Policlinico – Piazza Giulio Cesare 11
70124 BARI
l.soleo@medlav.uniba.it

e p.c.

Segreteria Scientifica e Organizzativa
Corrispondenza Organizzativa SIMLII 2005
C/o Meneghini e Associati –
VICENZA
meeting@meneghinieassociati.it

Corrispondenza Scientifica
SIMLII 2005
C/o Dipart. Clinica Medica, Nefrologia e Scienze della
Prevenzione
Università degli Studi di PARMA
simlii2005@unipr.it

Come malata di MCS da 13 anni, a causa di una anestesia generale di
derivazione petrolchimica, con regolare diagnosi della Medicina del
Lavoro dal 1996 (Prof. Nicola Magnavita e dott.essa Spagnolo),
confermata dal Prof. Umberto Tirelli nel Centro Oncologico di Aviano
nel 2000, in possesso di due perizie medico legali eseguite da stimati
professionisti (Prof. Maurizio Marsala 2003, dottor Checchi Giancarlo
1999), valutata da varie commissioni per l’invalidità civile per
invalidità al 100% e Legge 104, nel prendere visione del documento di
lavoro del Consiglio Direttivo in preparazione del Congresso di Parma
del 5-8 Ottobre 2005, la lettura della pubblicazione mi ha creato una
grande amarezza per come viene trattato l’argomento, da non poter
evitare di inoltrarvi questa comunicazione anche se non sono un medico,
ma professionalmente prima della patologia avevo un ruolo nell’ambito
sanitario di terapista della riabilitazione.
Etichettare gli ammalati come persone affette da disagio neuropsichico, è riduttivo, denota
soprattutto una mancanza di casistica ed d’esperienza clinica riferita
all’osservazione negli anni dell’evoluzione di malato MCS quando
raggiunge il 3°-4° stadio della patologia: il danno multiplo agli
organi e apparati è evidente, da poter essere documentato anche da
esami di laboratorio e indagini strumentali. Qui non siamo più nella
sfera ci ciò che il malato riferisce o di sintomi soggettivi e non
quantificabili. Se ci fossero ambienti idonei all’osservazione e cura
anche in Italia (ECU- Unità ambientali Controllate) come in altri
paesi, si avrebbero a disposizione dati scientifici di ciò che accade
al malato chimicamente sensibile quando esposto a sostanze chimiche
anche alle basse dosi.
Appare superficiale relegare alla sfera
psichiatrica tutto ciò che non si conosce e che è complesso, solo
perché coinvolge più sistemi, con reazioni a catena e sinergie non
ancora ben note. Un tale orientamento non si addice alla medicina del
Duemila, che dovrebbe aprirsi alla conoscenza, investigando e
ricercando con apertura per provare di risolvere e di trovare
strategie, contando sull’ausilio di tecnologie avanzate,
sperimentazioni nuove, non certo applicando posizioni rigide di
chiusura preconcette, che esordiscono l’unico effetto di
emarginazione.
La storia del passato è ricca di avvenimenti di questo
genere, sovente le innovazioni scientifiche e mediche per affermarsi
hanno dovuto faticare per anni per sostituire i vecchi fondamenti
scientifici in vigore.
Epoche di questo tipo sono state definite di
oscurantismo, soprattutto a sfondo religioso, oggi invece si
procrastinano altrettante limitazioni e settorializzazioni nel settore
sanitario sotto il nome di tagli della spesa pubblica, fare quadrare
bilanci, tempo professionale limitato, mancanza di fondi e risorse. Ma
il risultato è tragicamente il medesimo. Nessuno che se ne occupi,
nessuno che assista queste persone.
La persona colpita e danneggiata
dalle sostanze chimiche deve affrontare da sola problematiche
occupazionali, famigliari, abitative, sociali, istituzionali senza la
tutela degli enti ed delle istituzioni di cui può usufruire un
qualsiasi altro malato almeno da quanto scritto sulla carta, mentre le
cronache e i media fanno costantemente denuncie di mala sanità, ritardi
assistenziali, ecc….

Nonostante questa dura realtà, alcuni malati
gravi, come la sottoscritta, hanno trovato la forza di promuovere la
conoscenza della patologia, far tradurre testi internazionali, portare
ricerche pubblicate in altri paesi, favorire l’informazione e la
circolazione di materiale e dati al riguardo. Ognuno di noi ha fatto
questo con grande sforzo e impegno personale, a scapito della propria
povera salute, utilizzando le risorse economiche individuali della
famiglia e con l’unico scopo di fare valere i propri diritti sanciti
dall’articolo 32 della Costituzione Italiana: il diritto alla salute e
cura. Essere tacciati di aver fatto forti pressioni a livello nazionale
e regionale ed attività di LOBBYNG non è reale e oggettivo, quando si
sa benissimo chi promuove le attività lobbistiche in nome di un
interesse economico di vasta scala, non certo un centinaio di malati
che inoltre hanno perso la capacità produttiva e economica.

Un esempio similare è stata la dura lotta contro le multinazionali del
tabacco e di quanto tempo sia servito per arrivare a rendere pubblico
che il “fumo nuoce alla salute” e ad una normativa di prevenzione e
tutela nei locali pubblici. Nonostante questo migliaia di bambini
continueranno ad ammalarsi ogni giorno perché ancora esposti al fumo
passivo negli ambienti indoor. Prima che si formi una coscienza
collettiva di reale prevenzione nelle abitazioni ci saranno ancora
molte vittime.
Ogni cittadino suppone che il compito dei medici,
degli specialisti e dei ricercatori sia di occuparsi di qualsiasi
infermità che affligge l’uomo, sia essa diffusa o rara, antica o
recente o altamente contagiosa.
Nel caso della MCS non solo si assiste ad un “lavaggio delle mani” come in Ponzio Pilato, ma la si vuole proprio annullare, iniziando a togliere il termine “sindrome”, poi
cambiandone il nome che ne costituisce la denominazione più ricorrente
nelle ricerche internazionali accreditate del ultimi 15 anni, citando
il workshop tenutosi a Berlino nel febbraio ‘96 dell’International
Program on Chemical Safety (IPCS) erroneamente attribuito all’O.M.S.
In cui è fallito, il tentativo di far accreditare all’OMS la
definizione di “Idiopathic Environmental Intollerance” cioè
“Intolleranza Ambientale Idiopatica” I.A.I. Mentre L’OMS non ha preso
parte con alcun rappresentante a tale evento, né tanto meno adottato
alcuna conclusione, né terminologia riguardante la sindrome scaturita
da tale incontro scientifico.
Traspare anche una non approvazione delle forme di cura non convezioni, alcune delle quali hanno una tradizione più antica della stessa medicina tradizionale e sono state
oggetto di spunto per ricerche e metodologie che hanno portato alla realizzazione di principi farmacologici usati attualmente dalla medicina convenzionale.
Anzi saranno proprio simili atteggiamenti di emarginazione, come quelli adottati dalla SIMLII, che indirizzeranno inevitabilmente il malato a trovare risposte terapeutiche nella medicina alternativa o in medici che potrebbero fare sperimentazioni pericolose e altamente dispendiose.
Personalmente sono grata alla Medicina del Lavoro che nel 1996 ha dato un nome ai miei sintomi ed ha messo fine al mio continuo pellegrinare tra specialisti e cure
tradizionali inefficaci e dannose. Da quel momento ho potuto almeno
informarmi e documentarmi per adottare strategie di evitamento che mi
proteggessero da alcune esposizioni pericolose, attingendo alle mie
risorse personali per affrontare un decorso cronico e invalidante.

Auspico quindi che nel dibattito in programma nella giornata del 7
ottobre al Convegno di Parma, le conclusioni siamo mitigate rispetto a
questa relazione e che si possa aprire una valutazione oggettiva e non
preconcetta sulla Sensibilità Chimica Multipla e sulla sorte dei malati
italiani in possesso di regolari diagnosi.


Distinti saluti.
Donatella Stocchi
_____________________________________________________________
Nota di dissenso del Prof. Magnavita del Policlinico Gemelli, a cura della Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale (AMICA)
verso il documento di lavoro sulla Sensibilità Chimica Multipla (MCS), redatto dal Consiglio Direttivo della Società Italiana di Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale  (SIMLII) (1)

Qualsiasi trattazione scientifica sulla Sensibilità Chimica Multipla (MCS) non  può prescindere dalla considerazione della complessità della letteratura medica esistente e della delicatezza dell’argomento che ha delle forti e implicite ripercussioni politico-economiche, visto che il riconoscimento di tale patologia metterebbe in crisi le attuali nozioni sui limiti di sicurezza di esposizioni a sostanze tossiche, particolarmente a quelle contenute nei prodotti d’uso comune.
Il documento del SIMLII appare, in questo senso, una presa di posizione aprioristica di negazione della MCS e, perciò, ideologica più che scientifica.  
L’argomento principale usato per confutare l’esistenza della MCS, negandole persino il nome, è il workshop organizzato a Berlino nel febbraio ‘96 dall’International Program on Chemical Safety (IPCS) (2), erroneamente attribuito all’OMS. Si riferisce generalmente a tale evento chi intende classificare la MCS come sindrome inesistente o psichiatrica. In quell’occasione, infatti, fu proposto di sostituire al termine “MCS” quello di “Idiopathic Environmental  Intollerance”, cioè “Intolleranza Ambientale Idiopatica” o “IAI” per definire “un disturbo acquistito con molteplici sintomi ricorrenti associato a fattori ambientali tollerati dalla maggioranza della popolazione non spiegabile per mezzo delle attuali conoscenze internistiche o psichiatriche.”
Con il termine “idiopatica” (3)si eliminava qualsiasi riferimento alle sostanze chimiche come causa scatenante delle reazioni.
Il SIMLII non può ignorare che la validità scientifica di tale conferenza fu messa in seria discussione sin dall’inizio dalla presenza di rappresentanti strettamente legati all’industria chimica (4) e che le conclusioni furono segnate da un’aspra controversia sia perché non rappresentavano la posizione di tutti i partecipanti (5) sia perché si cercò di farle passare come posizioni ufficiali dell’OMS, che invece era solo uno dei finanziatori dell’IPCS. Per certificare la propria presa di distanza dalle conclusioni del workshop, l’OMS inviò persino una nota (6) a tutti i partecipanti. I dettagli su questo caso sono ampiamente descritti nello studio per lo stato del New Jersey di N. Ashford e C. Miller, citato nella bibliografia del documento del SIMLII.
Il termine “IAI” non è stato poi adottato consensualmente dalla comunità scientifica, che ha continuato ad utilizzare, per gran parte, il termine “MCS”, più efficace nel descrivere la molteplicità degli organi coinvolti e delle sostanze chimiche che producono le reazioni.
Il documento del SIMLII tace sulle centinaia di studi su malati di MCS e gruppo di controllo che dimostrano come i sintomi fisici, neurologici e comportamentali, rilevabili nei malati di MCS, si attivino solo in seguito ad esposizioni chimiche, anche se inodore (come il monossido di carbonio), e scompaiano allontanandosi dalle stesse.
E
’ proprio di quest’anno uno studio dell’Università di Tokio che dimostra come i pazienti con MCS non abbiano né sintomi somatici né psicologici in condizioni libere da sostanze chimiche. Le reazioni si attivano solo in caso di esposizione. (7)
Anche la medicina occupazionale ha svolto ricerche con test di provocazione. Uno studio pubblicato sullo “Scandinavian Journal of Work Environment and Health”  nel 2003 ha concluso che i malati di MCS esposti a sostanze chimiche sviluppano, rispetto al gruppo di controllo di persone sane, un livello misurabile più alto di irritazione alle mucose, fatica e riduzione della performance. Questi risultati rivelano la natura irritativa della Sensibilità Chimica Multipla, escludendo che le reazioni dei malati siano effetto di suggestione o ansia.
Le evidenze scientifiche sulla base organica della MCS sono innumerevoli.
Diversi studi hanno dimostrato che, a particolari rilevazioni della SPECT, i malati di MCS presentano danni cerebrali nelle strutture profonde, diversi da quelli riscontrabili in pazienti con patologie psichiatriche.(8) Altre ricerche hanno rilevato anomalie nelle biopsie della mucose nasali di malati di MCS.(9)
In letteratura sono descritti, inoltre, anche modelli animali in grado di spiegare l’induzione fisiologica della Sensibilità Chimica.(10)
Studi recentissimi hanno introdotto il modello della “Infiammazione Neurogenica” o “Iperreattività Sensoriale” per descrivere il tipo di infiammazione mediata da neurotropine, come l’NGF (Nerve Growth Factor), tipico della Sensibilità Chimica. Esperimenti basati su test di provocazione hanno dimostrato che, nei pazienti con sintomi alle vie aeree indotti da fragranze e da sostanze chimiche, l’iper-reattività sensoriale è reale e misurabile.(11)
Nel 2003 il dott. Albert Donnay ha presentato, al Convegno Internazionale di Londra “Misdiagnosed Illnesses – What you can do medically and legally”, una rassegna della letteratura medica sulla MCS dal 1945 al 2002. La classificazione dei 694 articoli pubblicati su riviste accreditate presentava una maggioranza schiacciante di articoli riguardo alla scoperta di cause fisiche o organiche della MCS. (12)
Risulta, infine, davvero poco scientifico liquidare lo studio tanto innovativo e promettente di McKeown-Eyssen e altri (13), dell’ Università di Toronto, come “poco convincente”, senza apportare alcuna motivazione oggettiva a tale commento. Va precisato che una simile ricerca sulla prevalenza di alcuni genotipi metabolici nei pazienti di MCS è stata condotta su un gruppo di oltre 800 casi anche dal dott. K.R. Fabig (14) di Amburgo, con risultati ugualmente sorprendenti. Tali studi dimostrano che una fetta della popolazione umana è geneticamente predisposta ad un ridotto metabolismo delle sostanze xenobiotiche e che i malati di MCS fanno parte, soprattutto di questo sottogruppo, fornendo così una possibile spiegazione dell’eziopatogenesi della stessa MCS.
Nell’elencare la posizione ufficiale di alcune istituzioni americane, il documento del SIMLII omette di riferire tutte quelle che riconoscono la MCS come patologia organica e condizione invalidante (15):
Americans with Disabilities Act;
S
ocial Security Administration;
U.S. Housing and Urban Development;
U.S. Environmental Protection Agency;
Commissioni federali per le pari opportunità del collocamento (110)
Agenzie Governative, Commissioni, Istituti e Dipartimenti Federali.(25)
Agenzie Governative, Commissioni, Legislature e Dipartimenti Statali (23) Agenzie Governative, Commissioni, Consigli e Dipartimenti Locali (13)
Delibere della Corte Federale Americana (8)
Delibere della Corte Statale Americana (20)
Decisioni del Consiglio Compensativo Statale dei Lavoratori (13)
Agenzie del Governo Federale Canadese (4)
Agenzie del Governo Provinciale Canadese (6) 
Un lettore avveduto non può fare a meno di notare, infine, una serie di strumenti retorici volti a screditare la MCS. Sin dalla prima frase si evidenzia la traduzione di “multiple chemical sensitivity” (scritto in minuscolo) in “sensibilità a molteplici agenti chimici (smac)”, invece della più ovvia traduzione “Sensibilità Chimica Multipla”. Sorprende questa scelta che non è mai apparsa prima, a quanto ne sappiamo, in alcun articolo scientifico italiano (16) o comunicazione ufficiale del Ministero della Salute. Particolarmente fantasioso l’acronimo “smac” (sempre in minuscolo) che richiama evidentemente un’esclamazione fumettistica.
Creare confusione sui nomi, così come suggerire accostamenti improbabili (con fenomeni riferiti nell’ex Germania dell’Est) o fuori tema (della MCS come esempio di una “tossicologia omeopatica”) può solo danneggiare la comprensione e il confronto scientifico. 
Del tutto inaccettabili le conclusioni del SIMLII che “non è possibile definire una causa perché cause oggettivabili non esistono” o che quella di MCS sarebbe una “ ‘diagnosi’ inutile, perché riferita a patologia inesistente”. Le cause, cioè le esposizioni chimiche a basse dosi, esistono e producono fenomeni di accumulo rilevabili nel sangue, nei grassi e persino nel cordone ombelicale, con conseguenze accertate sulla salute, come patologie ormonali, neurologiche e cancro.
Continuare a negare l’esistenza della MCS e la sua preoccupante diffusione porterà inevitabilmente ad un ritardo drammatico di comprensione e di risposta al fenomeno, sia da parte dei medici che delle istituzioni.
Accusare di autoreferenzialità i pochi medici italiani che pionieristicamente  affrontano questo problema, così come tentare di spaventare i malati suggerendo il rischio di loro strumentalizzazioni, è moralmente discutibile, soprattutto perché  in Italia la MCS è già una realtà per centinaia di cittadini e lavoratori, costretti ad attivarsi per difendere il proprio diritto alla salute sancito dalla Costituzione Italiana (Art.32).
Se si vuole parlare di “attività lobbistica”, è logico attribuirla, piuttosto che all’associazionismo per l’MCS, a quella arcinota delle multinazionali della chimica.
La presente nota ha lo scopo di informare medici e cittadini con la speranza che lo stesso SIMLII valuti con maggiore attenzione le ricadute negative che il proprio  documento di rigida chiusura potrà avere sulla vita dei malati e sulla Dignità del nostro Paese.

Roma, 27 settembre 2005
                             ___________________________

[1] www.simlii2005.org/bank/1/26.pdf
[2] L’IPCS è un organismo finanziato dal programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP), dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La conferenza in oggetto prevedeva presentazioni di studiosi invitati provenienti da Europa, USA e Canada; a essa parteciparono anche rappresentanti di varie organizzazioni non governative (ONG). Ma fu proprio quest’ultima  componente a compromettere fin dall’inizio gli esiti dei lavori; i quattro partecipanti delle ONG, infatti, provenivano tutti da ambienti industriali e certamente non da associazioni di consumatori, ambientaliste o da gruppi di pressione di base, sindacati e simili. Alla conferenza non erano neppure rappresentati i pazienti MCS, gruppi ambientalisti e organizzazioni sindacali.” Da N. Ashford e C. Miller, Sensibilità Chimiche, Edizioni Macro 2003, p.288 (Ed. orig. Van Nostrand Reinhold, 1998).
[3] “Subito dopo la conferenza, alcuni partecipanti dichiararono a media e convegni scientifici che il termine idiopatica stava a significare “autoindotta” e non “di origine ignota” (un significato più comune per quanti si occupano di medicina); non solo, dichiararono anche, erroneamente, che l’IAI era ormai il termine ufficiale con cui l’OMS identificava ufficialmente la patologia, che pertanto non doveva più essere denominata MCS. Dopo aver ricevuto una lettera di protesta da parte di 80 eminenti scienziati e medici statunitensi, riguardo la conferenza di Berlino, l’IPCS chiarì la situazione emanando una dichiarazione in cui si diceva che l’OMS “non aveva né adottato, né sostenuto alcuna presa di posizione ufficiale od opinione scientifica sulla MCS”.” Da N. Ashford e C. Miller, Sensibilità Chimiche, edizioni Macro 2003, p.289 (Ed. orig. Van Nostrand Reinhold, 1998).
[4] “I rappresentanti delle quattro ONG erano impiegati, a tempo pieno, della BASF, della Bayer, della Monsanto e della Coca Cola; i primi tre rivendicarono anche l’appartenenza a un istituto scientifico finanziato da industrie (European Centre for Environment and Toxicology). Alla conferenza  partecipò anche, a pieno titolo, Ronald Gots (direttore dell’Environmental Sensitivities Research Institute, un’altra organizzazione finanziata da industriali)…Gots era anche direttore del National Medical Advisory Service, un organismo che fornisce esperti da citare come testimoni, a difesa da parte delle aziende nelle cause relative a richieste di indennità per MCS.” Da N. Ashford e C. Miller, Sensibilità Chimiche, edizioni Macro 2003, p.288 (Ed. orig. Van Nostrand Reinhold, 1998).
[5] “Il Presidente (della conferenza) dott. Howard Kipen e altri partecipanti, dopo la chiusura della conferenza fecero registrare alcuni loro commenti sfavorevoli agli esiti della stessa”. Da N. Ashford e C. Miller, Sensibilità Chimiche, edizioni Macro 2003, p.289 (Ed. orig. Van Nostrand Reinhold, 1998).
[6] World Health Organization,  Note to invited participants in “MCS” workshop, 21-23 febbraio 1996, Berlino, Germania, 6/7/96.
[7]M. Saito, H.Kumano et al., Symptom profile of Multiple Chemical Sensitivity in acgtual life, in American Psychosomatic Society, Marzo-Aprile 2005
[8] G. Heuser, I. Mena, F. Alamos, Scoperte alla SPECT neurologica in pazienti esposti a sostanze chimiche neurotossiche, in “Tossicology and Industrial Health (1994)10(4/5): 561-571;
 T.J. Callender, L. Morrow e K. Submaranian, Valutazione e conseguenze neurologiche dopo esposizioni acute con l’uso di spettrografie SPECT al cervello, nel “Journal of Toxicology and Industrial Health” (1994) 41: 275-284
[9] W.J. Meggs, Ipotesi per l’induzione e propagazione della sensibilità chimica basata su studi di biopsie”, in Environmental Health Perspective (1997) Vol. 105 Supplement 2:473-478
[10] J. Rossi, Sensibilizzazione indotta da attivazione limbica e fenomeni correlati all’attivazione come modello per la sensibilità chimica multipla, in “Toxicology” (1996) 111:87-100
[11] E. Millquist et al., Changes in Levels of Nerve Growth Factors in Nasal Secretions in Patients with Airway Symptoms from Scents and Chemicals, in Environmental Health Perspectives, luglio 2005, 113(7):849-852
[12] MCS Referral & Resources, MCS bibliography, www.mcsrr.org
[13] G. McKeown-Eyssen, et al., Case-control study of genotypes in multiple chemical sensitivity : CYP2D6, NAT1, NAT2, PON1, PON2, and MTHFR in J Epidemiol. 2004 Oct; 33(5):971-8
[14] K.R. Fabig, Multiple Chemica Sensitivity seen from physiological and genetic properties of human population affected by chemical stress -  Relazione al “Workshop of Thematic Network Sustainability Strategy. From Sustainability Science to Sustainability Governance Proposals for an Improvement of European Sustainability Strategy Elaboration and Implementation”, tenutosi il 1-3 dicembre 2004 a Roskildee Copenhavn”. Disponibile sul sito www.safer-world.org/e/disease/MCS/fabig.htm.
[15] fonte: MCS Referral & Resources www.mcsrr.org.
[16] N. Magnavita, La Sensibilità Chimica, atti del III Convegno Nazionale –Ambiente e Malattie del Sistema Nervoso – Roma 1996
N. Magnavita, Multiple Chemical Sensitività: clinical observtions among an Occupational Health Clinic population in Italy.
Congresso Internazionale Indoor Air – Nagoya 21-26 luglio 1996
M.Valsiglio, F.Bulgarelli, A.Belisario, C.Cipolla Multiple Chemical Sensitivity e Idiopathic Environmental Intolerances: descrizione di due casi clinici e necessità di un protocollo di indagine,  G Ital Med Lav Erg 2003:25°
C.Cipolla, A.Belisario, M.Ferrandino, G.Auletti, M.Nobile, G.B.Raffi Multiple Chimical Sensitività o Idiopathic Environmental Intolerances: una sindrome in cerca di collocazione eziopatogenica. Giorn. It. Allergol Immunol. Clin 1999; 9:112-115




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consumi
21 agosto 2005
DEODORANTI CANCEROGENI

Finalmente qualcosa si muove in materia di tossicità, di pericolo ambientale e della persona: partite le indagini del procuratore di Torino Guariniello su molte marche presenti sul mercato. Le prime ispezioni dei carabinieri dei Nas nei supermercati. 
Ma quanto bisognerà attendere per ulteriori indagini sui colori e sui pesticidi nei tessuti, sui collanti, di cui sono intrisi pelle e cuoio (le scarpe, ad esempio), su shampoo e similari, sulle onde elettromagnetiche sprigionate da antenne e cellulari, sull'uso del mercurio e di altri metalli nelle nostre bocche, ad opera dei dentisti?
Soprattutto: chi risarcirà i molti malati dai danni individuali (senza contare i conseguenti danni sociali)?

Torino, deodoranti cancerogeni
parte l'inchiesta della procura
di SARAH MARTINENGHI

TORINO - Con le fragranze di violetta e lavanda, di vaniglia o mandarino, rendono l'aria più gradevole, e con un solo tocco profumano l'ambiente. Ma se a trarne giovamento è sicuramente l'olfatto, non altrettanto, secondo la procura di Torino, si può dire per la salute di chi li respira: i deodoranti per ambiente conterrebbero, fra i loro ingredienti, anche alcune sostanze cancerogene.

Questa l'ipotesi dell'accusa. Tracce di benzene e formaldeide, segnalate dalla Iarc - l'agenzia internazionale delle ricerche sul cancro - fra le più pericolose e nocive, sarebbero infatti presenti nei prodotti più venduti sul mercato. A sostenerlo è il procuratore aggiunto torinese Raffaele Guariniello che ha aperto un fascicolo con l'accusa di frode in commercio, al momento contro ignoti.

Molte le marche di deodoranti poste al momento sotto indagine in tutta la loro gamma di prodotti, dalle varianti liquide alle candele e ai diffusori elettrici.
L'inchiesta nasce da un esposto del Codacons che ha segnalato la gravità della situazione alla procura di Torino. Sul tavolo del pm Guariniello sono arrivate le dettagliate analisi eseguite da un laboratorio belga, con la descrizione di tutte le sostanze chimiche contenute nei deodoranti, e le relative quantità misurate in microgrammi.

A suscitare la preoccupazione del procuratore, oltre alla presenza di agenti irritanti per occhi, bocca, naso e gola, è stata la scoperta proprio del benzene e della formaldeide. Il magistrato ha così deciso di inviare subito gli ispettori dei Nas a prelevare i prodotti dai supermercati e ha anche affidato un'ulteriore consulenza a un laboratorio di analisi chimiche torinese per comparare poi i risultati ottenuti.
La ricerca era iniziata oltralpe: cinque associazioni di consumatori avevano preso in esame 76 prodotti per ambiente commercializzati in Italia, Spagna, Francia, Portogallo e Belgio. E dopo averli spruzzati nell'aria, le analisi eseguite avevano rilevato la presenza di sostanze irritanti come l'acetaldeide, l'acroleina, l'etanolo, il tricloroetilene. In alcuni deodoranti era presente anche il Dehp, un sostanza che può danneggiare il sistema riproduttivo. A contenere il benzene invece, secondo la procura, sarebbe uno dei prodotti della lista sotto controllo in un paio delle profumazioni, oltretutto in una discreta quantità, superiore agli otto microgrammi per metro cubo.

Il magistrato ha segnalato anche la sua preoccupazione per la mancanza di una legge specifica su questa gamma di prodotti, che ne disciplini la materia: "È importante - ha sostenuto Guariniello - avere una normativa di prevenzione come quella sui cosmetici e sui farmaci". Ha poi aperto l'inchiesta ipotizzando il reato di frode in commercio, in quanto manca in etichetta la segnalazione della presenza di queste sostanze: "Si tratta di informazioni - ha detto il magistrato - che il consumatore ha diritto di conoscere".

Da “La Repubblica” -
19 agosto 2005




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SOCIETA'
14 agosto 2005
Regolamentazione sulle sostanze chimiche
Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, l'intervento di Niki Carlo Baccile, chimico dei materiali e giovane ricercatore italiano presso l'Università Pierre & Marie Curie di Parigi.

Salve a tutti,
a seguito dell'email sull'SLS circolata qualche tempo fa, prendo spunto per porre il problema della onnipresenza delle sostanze chimiche nell'ambiente.

Articolerò il messaggio in due parti.

La prima riguarda appunto il presunto potenziale cancerogeno del tensioattivo SLS.

La seconda prende spunto dalla prima per spostare il problema sulla più generale questione delle sostanze chimiche e su cosa la comunità europea prevede di fare.

Parte 1:
Il tensioattivo conosciuto sotto il nome di Sodium lauryl (o laureth, ma non sono la stessa cosa) sulfate è veramente cancerogeno?  I tensioattivi, o sapone nel linguaggio comune, non sono altro che una famiglia di composti chimici che hanno la proprietà di attirare l'acqua (idrofili) da una parte e lo sporco o grasso (tutto ciò che è di natura organica, insomma) dall'altra. I tensioattivi sono a loro volta suddivisibili in sottofamiglie a seconda della loro composizione chimica. Si dividono in cationici, anionici (l'SLS è un tensioattivo anionico), neutri, zwitterionici, etc.. Senza dilungarmi troppo, per chi volesse saperne qualcosa di più sui tensioattivi può dare un'occhiata a qualche immagine piuttosto conviviale sul sito:
http://www.doctorsegalla.com/newsletter/evolution03.php
Da dire che esistono classi di tensioattivi chiamati "a blocchi" (Block copolymers) i quali sono meno irritanti degli altri e soprattutto più biodegradabili. Tra questi, la famiglia dei TWEEN è quella più biocompatibile .
E' cosa risaputa che una conseguenza dei tensioattivi è quella di "fare della schiuma". Quindi, che l'SLS faccia della schiuma è una affermazione banale, perchè l'sds è impiegato in maniera massiva nell'industria diciamo cosmetica. Penso sia una questione di efficacità rispetto al costo di produzione. Ovviamente, l'aspetto tossicologico è preso in considerazione. I tensioattivi in genere sono irritanti per la pelle umana e, in ogni caso, difficilmente biodegradabili nell'immediato. Per questo motivo il loro uso va limitato. Tuttavia, che un tensioattivo sia cancerogeno, mi pare strano. In ogni caso su Internet si trovano varie info sull'SLS e, a quanto pare, il fatto che sia cancerogeno, è una affermazione tuttora da verificare.

Qui sotto riporto il sito ed un estratto (in inglese) della pagina. Credo che possiate leggere il contenuto da soli.

http://urbanlegends.about.com/gi/dynamic/offsite.htm?site=http://www.pathguy.com/sls.htm

Sodium Lauryl Sulfate -- Not a Cancer Risk

...I'm a medical doctor, board-certified in both anatomic and clinical pathology. I operate the world's largest free online personalized health information service.

Before posting this note, I had gotten at least twenty inquiries about the sodium lauryl sulfate E-mail campaign. The author claims that sodium lauryl sulfate, a detergent found in some shampoos and toothpastes, causes cancer in laboratory studies using animals.

The E-mail itself was fake [best link is now down]. The author was listed as a member of the U. Penn. medical community. A phone call to the number listed on the E-mail indicated that no one there had anything to do with it.

Lauryl sulfate is made by joining sulfate and lauric acid, two substances which are both abundant throughout the body in health. It is a good solubilizing agent and is also used in acrylamide gel electrophoresis. "Laureth" indicates ethoxylation ("lauryl" on one side of the sulfate group, an ethyl ether on another).

Life has taught me not to attribute to malice what is adequately explained by stupidity. This one's a misunderstanding. Here's the truth.

Sodium lauryl sulfate (the same as sodium dodecyl sulfate) is routinely used to solubilize chemicals used in cancer experiments prior to injecting them into test animals. Somebody read the list of substances injected, and mistook the solubilizer for the active ingredient.

I ran a search of the NIH database, and there is exactly no evidence that the detergent itself causes cancer. All the carcinogens (chemicals that clearly cause cancer) that I've heard of (and I follow this stuff) are electrophiles, protein-kinase C activators, chromosome-scramblers, and/or mitogens. I'd be extremely surprised if the simple sodium lauryl sulfate molecule is any of these things. There is an unreferenced claim attributed to a Tohuku group that lauryl sulfate causes mutations in bacteria. I could find no substantiation of this in the refereed literature. It may have been based on a misinterpretation of J. Bact. 125: 1180, 1976, in which lauryl sulfate was used in growth medium to select for bacteria which had been mutated by a standard mutagen....................


Un altro sito è il seguente:
http://urbanlegends.about.com/library/weekly/aa090998.htm

In quest'ultimo viene riportata addirittura la mail originale datata 1998 nella quale l'SLS viene accusato di essere un sospetto cancerogeno. Secondo l'autore e le fonti, nessuna lista di prodotti cancerogeni riporta il nostro tensioattivo. Al contrario, le e-mail che vengono diffuse non riportano alcuna fonte....

Parte 2:
Il problema delle sostanze chimiche tossiche, cancerogene, mutagene, volatili (VOC), persistenti (POP) e bioaccumulanti è al centro dell'attenzione, in questo momento, in Europa. La commissione dovrebbe far passare un progetto denominato REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of CHemicals ) (http://europa.eu.int/comm/environment/chemicals/reach.htm)
secondo il quale, finalmente, vi sarà una regolamentazione degna di tal nome a livello dell'immissione sul mercato di prodotti contenenti sostanze chimiche certificate e considerate non nocive. Non è il caso al momento attuale.

Greenpeace ci mostra un paio di siti ben fatti ed interattivi nei quali si può:

1) vedere come le nostre case siano stracariche di prodotti (MOLTO comuni e MOLTO pubblicizzati) i quali presentano una quantità importante di composti più o meno volatili ma comunque presenti e nocivi. Il sito è in italiano.
http://www.greenpeace.it/inquinamento/casadeiveleni/
http://www.greenpeace.it/inquinamento/chimica/databaseprodotti.pdf

2) toccare con mano il problema della Bioaccumulazione. La bioaccumulazione consiste nell'accumulazione, appunto, da parte di organismi viventi (uomini, animali e piante) di sostanze tali da non essere smaltite in maniera naturale. Conosciuto è il caso del mercurio nei pesci. Di fatto, mangiando pesce si ingurgita mercurio. Altre sostanze chimiche sono facilmente accumulate nei pesci. Le diossine, per esempio, si accumulano nei tessuti grassi dei pesci qualora esse siano presenti nell'acqua di mare. Il meccanismo è piuttosto semplice: il pesce filtra l'acqua, l'acqua contiene la diossina, la diossina è liposolubile (preferisce il grasso all'acqua), il pesce espelle l'acqua ma nel frattempo la diossina resta bloccata nei tessuti grassi del pesciolone. (Le diossine sono composti aromatici ciclici nei quali atomi di cloro sostituiscono gli atomi di idrogeno. L' esaclorobenzene ne è un'esempio. Le diossine si sviluppano qualora una combustione non avviene in maniera completa. Tanto per dare un'esempio, si sviluppa diossina in minime quantità quando si cuoce della carne alla brace)
La bioaccumulazione è un problema che riguarda anche l'uomo. Effettivamente possediamo la capacità di accumulare all'interno del nostro corpo e nell'arco della nostra vita tutta una serie di sostanze presenti nell'ambiente circostante . Se l'ambiente è inquinato (la casa, per esempio. vedi punto 1), anche noi non ne usciamo fuori intatti.
Dunque, il sito che vi propongo vi permetterà di circumnavigare il corpo umano (maschile, femminile ed infantile) e vedere quali sono i nostri organi più sensibili ed a cosa. Unica pecca, il sito è solo in francese.
http://www.greenpeace.fr/vigitox/index.html (andate sulla rubrica: Le corps empoissonné)

Per concludere, vorrei solo porre l'attenzione al lavoro che sta facendo la commissione europea in materia di ambiente e territorio (environment). Il problema delle sostanze chimiche ed in particolare il programma REACH è solo uno degli argomenti sui quali si sta cercando di costituire una legislazione forte e completa nel quadro più generale del concetto di sviluppo sostenibile (Sustainable Developpement).
Gli altri temi sono consultabili sul sito della commissione europea
http://europa.eu.int/comm/environment/index_en.htm

Niki Baccile
madniki@katamail.com




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diritti
24 luglio 2005
Poi ci sono i mobili: un tavolo, una sedia e una panca di acciaio.

Vivere protetta da tutto.
(Lettera di GIULIANA DONATI in "ultime notizie" di Striscia la notizia del 15.02.05 - http://www.striscialanotizia.it/striscia.shtml).

Gent.ma Redazione, Vi mando alcune foto per farVi vedere come un malato di Mcs (Multiple Chemical Sensitivity - sensibilizzazione multipla alle sostanze chimiche) debba vivere e debba crearsi uno spazio nella sua casa. Potete vedere le mie nuove fonti di calore: pezzi di marmo che arrivano dalla Germania. Il marmo è scanalato sul di dietro e nella scanalatura passa una resistenza elettrica. Poi il tutto è ricoperto di cemento durissimo e vetro temperato.

Poi ci sono i mobili: un tavolo, una sedia e una panca di acciaio. Sono stati costruti da un'acciaieria di Bergamo (io abito a Clusone, sulle montagne bergamasche e precisamente nell'alta Val Seriana). L'acciaio è stato solo sabbiato e non ha nessuna verniciatura, cromatura o zincatura. Sulla panca ho fatto io stessa delle sedute con tanti asciugamani di cotone, che ho poi chiuso dentro un contenitore pure di cotone. Il letto e i comodini, che per fortuna avevo, sono di ottone. Il materasso me l'ha fatto una ditta di Treviso: solo molle di acciaio e falde di cotone ecologico. Una ditta tedesca, la Draeger, mi ha fornito una pompa e i reagenti per le misurazioni delle esalazioni che potevano trovarsi nella stanza. I mobili di legno (che poi erano di laminato) emanavano formaldeide, e così le tende, i cuscini del divano che c'erano prima e che erano di poliestere. Anche l'Arpa mi ha dato una mano e i suoi chimici mi hanno dato le indicazioni e i consigli per realizzare questa ECU (enviromental ecologic unit- unità ambientale ecologica).
Gli attrezzi di gomma dura, televisione, videoregistratore, computer, ecc..., sono stati collocati in una parte della stanza ed isolati dal resto con una parete di vetro e alluminio. Esalavano Toluene, dannoso non solo per i malati di Mcs, ma per tutti. All'interno di questo stanzino pieno di veleni è stato installato un aspiratore di acciaio, perché le esalazioni siano convogliate all'esterno. Meno male che c'era un camino e che ho potuto sfruttare uno dei tubi di aspirazione.
Gli attrezzi di gomma dura, televisione, videoregistratore, computer, ecc..., sono stati collocati in una parte della stanza ed isolati dal resto con una parete di vetro e alluminio. Esalavano Toluene, dannoso non solo per i malati di Mcs, ma per tutti. All'interno di questo stanzino pieno di veleni è stato installato un aspiratore di acciaio, perché le esalazioni siano convogliate all'esterno. Meno male che c'era un camino e che ho potuto sfruttare uno dei tubi di aspirazione. C'è anche la foto del depuratore che uso in caso di esalazioni improvvise ed incontrollolabili che possono venire dall'esterno. Anche le piante sono state scelte tra quelle consigliate dalla Nasa, e collocate sulle navette spaziali, perché "mangiatrici" di benzene, toluene e formaldeide: potete vedere la miseria (tradescantia) la felce variegata, la Sanseveria e la Dracena marginata. Io vivevo a Milano, ma dal 1992, in seguito ad un'anestesia piuttosto lunga, mi sono trovata malata. Da allora non posso più mangiare che quattro cose (sempre le stesse e nemmeno una frutta o verdura), non posso curarmi con farmaci, neppure omeopatici o naturali, non posso più andare al cinema, in chiesa, al supermercato, in macchina. Da un anno mi sono trasferita qui per avere almeno l'aria esterna un po' meno inquinata. A Milano sanguinavo dalla bocca e dal naso ogni volta che uscivo. Ho lasciato tutto e tutti: i miei due figli, uno sposato e uno di 24 anni che ancora studia e la casa che avevo comprato con grandi sacrifici. Qui vivo da sola. Tutti questi cambiamenti sono costati molto: un mutuo con la banca è stato inevitabile. Ma i rapporti con i padroni di questa casa in affitto sono tesissimi, anche se io ho cercato di spostare in un'altra stanza quello che mi danneggiava senza fare danni. L'incomprensione assoluta di questa malattia, il suo mancato (per ora) riconoscimento ufficiale, mette noi malati nella categoria dei pazzi, degli eccentrici. Questo è il nostro nemico più grande: la mancata comprensione e pietà delle persone che non sanno nulla di noi e di come siamo costretti a vivere per difenderci. Non potete immaginare quanti ricoveri al Pronto soccorso ci sono voluti prima di arrivare a questa Ecu. Naturalmente ormai sono troppo malata per sperare in un miglioramento, ma almeno posso sperare di rimanere così, senza peggiorare troppo. Se qualcuno vuole scambiare informazioni può scrivermi al seguente indirizzo e-mail:giulianadonati@tele2.it
Ecco, ho finito.
Giuliana Donati




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16 luglio 2005
Per iniziare...



Corpinaturali
è una metafora estrema del vivere quotidiano. Rappresenta l’esigenza di vivere con spontaneità, secondo natura appunto, in un mondo in cui diventa sempre più difficile adattarsi alle sollecitazioni e ai modelli innaturali che producono disagio, affaticamento, stress, malattia, ecc. Corpinaturali si occupa non di una catastrofe immaginaria ma della degenerazione di certa prassi incentrata sull’abuso della chimica.

Corpinaturali tende di collegarsi col disagio diffuso, col cataclisma pandemico che affligge le società industrializzate tra cui figura anche l’Italia. Un cataclisma, che ogni anno colpisce centinaia di migliaia di persone, invalidando e uccidendo.
Risorsa e luogo assolutamente indipendente, questo blog sarà un’area viva e a più voci dove celebrare per taluni aspetti la morte istituzionalizzata del sentimento e fare altresì da specchio al gusto sottile del dolore generato dalla diffusa iconografia della perfezione estetica e dal consumismo: realtà queste ultime  incentrate spesso sull'idea di perfetto, pulito, ecc. 

Concetti snaturanti, come dimostreranno i racconti dei protagonisti o di coloro che di volta in volta interverranno in "corpinaturali", tramite forum, email, testimonianze dal vivo, ecc.
La febbre fuorviante del consumismo sarà parametro costante di riferimento. E il blog sarà luogo (utopico?) d'espressione e di messa in guardia dal mondo sovrailluminato, che pervasivamente ci restituisce il nostro paesaggio contemporaneo.





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